Cappelletti “scusa, nonna!”

Pensate a quante volte abbiamo detto “scusa, nonna!”. Mi riferisco alle scuse per quelle bricconate divertenti, che ai nipoti sono concesse e che tutti abbiamo combinato — più o meno grosse. Sono il segno di quella complicità irripetibile fra nonni e nipoti che, per chi come me ha avuto la fortuna di viverla, è una delle cose davvero belle di essere stati bambini.
Con la stessa giocosità irriverente, ma allo stesso tempo piena di rispetto, abbiamo pensato ai nostri cappelletti “scusa, nonna!”.
Ai cappelletti in brodo di secolare tradizione, quelli della nonna – appunto, quelli della nostra infanzia, quelli commoventi, quelli che quando li mangiamo fuori casa, anche nel miglior ristorante diciamo “buoni, sì, ma quelli di casa mia non si battono”, quelli un po’ felliniani e un po’ proustiani, quelli con cui la suocera sa farsi perdonare, quelli delle feste importanti, quelli sulla cui ricetta si sono scatenate faide familiari, parrocchiali, rionali e comunali, sì, proprio a quelli, abbiamo dato – tenetevi forte amici romagnoli – il tocco dell’oriente.
In che modo? Ora ve lo diciamo, perciò tenetevi ancora più forte.

Si parte con il fare i cappelletti a regola d’arte, con l’unica vera ricetta: quella della vostra famiglia. Nel caso in cui la vostra famiglia non sia di tradizione romagnola, procuratevi un amico che lo sia: Tangerine Kitchen Sounds è qui per questo!
Senza farvi vedere, per circa 8/10 persone, preparate un brodo con:

2,5 lt di acqua minerale naturale ben fredda
300 gr di funghi cardoncelli
3 scalogni a fettine
20 gr di Miso di Orzo (io scelgo il produttore Una Salvia 4)
15 gr di gambi di prezzemolo
8 gr di funghi porcini secchi
5 grani di pepe nero
1 baccello di cardamomo

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Sempre senza farvi vedere, mettete tutto — tranne il miso — in una casseruola, a freddo. Mettete su fuoco basso, e una volta spiccato il bollore fate andare non troppo, 20-25 minuti al massimo, per non intorbidire il brodo e mantenere al massimo la fragranza delle spezie e dei funghi. Filtrate il tutto ed aggiungete il miso. Ora verificate il sale, considerando che i cappelletti hanno un ripieno estremamente saporito. Tenete il brodo in caldo, senza farlo bollire. In un’altra capace casseruola, lessate in acqua leggermente salata i cappelletti.
Scolateli e serviteli rifinendo le porzioni con un bel mestolo del brodo appena preparato, qualche fettina di fungo cardoncello crudo, e una leggerissima macinata di pepe.

A questo punto, la birbantata é fatta. Offrendo questo piatto ai vostri amici socchiudete gli occhi e dedicate uno “scusa, nonna!” alla diretta interessata, certi che lei, oggi come allora e dovunque si trovi, vi perdonerà.

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