Chouxburgers + Franciacorta = benvenuto perfetto

Amici appena arrivati in casa per cena: quale miglior accoglienza di un mini hamburger versione gourmet? Un maxi hamburger versione gourmet, direte voi.
É quello che penso anche io, ma quando Giacomo decide di fare le cose in un certo modo, è molto difficile convincerlo diversamente; ma per fortuna questa volta ha scelto bene, così ci siamo goduti un mini hamburger gourmet come aperitivo, ribattezzato prontamente “chouxburger”. Risultato: amici vecchi e nuovi felici della partenza col botto, e tutti in attesa della versione maxi!

Ecco qualche dettaglio, giusto per farci tornare l’acquolina in bocca.
Croccanti choux (ricetta di Luca Montersino, ça va sans dire) con una piccola variante: parmigiano-peggiano grattugiato nell’impasto e una spolverata di semi di papavero on top.
Preparati il giorno prima: ben cotti, gonfi e dorati; poi, poco prima di servirli, tagliati a metà e tostati in forno con attenzione. All’interno, un mini hamburger di sottonoce di mucca fassona del macellaio Piero. Presto scriverò di questo macellaio di cui Giacomo è innamorato (sono tranquilla, credo sia una cosa platonica) e che tra i nostri amici è ormai un mito assoluto: Piero, gigante buono, artigiano di poche parole e grandi capacità, ci fornisce l’eccellente materia prima per leggendarie grigliate, brasati, carpacci e molto altro.
Un mini hamburger di qualità super, dunque, dentro al nostro choux. A guarnire il tutto una semplice — ma non troppo — salsa tartara. Maionese tirata su a mano, dove l’olio incontra l’uovo delle galline di Luigi, il tuttofare di casa, uomo d’altri tempi, che si presenta sempre con qualche dono del suo orto o del suo pollaio. Per trasformare la maionese in una salsa tartara acidula, croccante, rinfrescante, abbiamo aggiunto prezzemolo (tritatelo finissimo, che altrimenti Giacomo si lamenta…), erba cipollina, cetriolini a piccoli cubetti, scalogno tritato, senape in grani, aceto di mele e due gocce di Tabasco. Per dare ancora un tocco di piacevole acidità e freschezza, qualche cubetto di mela verde.

Se per la futura versione maxi siamo determinati a stappare la magnifica birra fatta in casa di Giordano, la saporita “Piss de Roi”, per la versione mini di questi hamburger ci sembrava opportuno un Franciacorta: in particolare l’eccellente Satèn Brut 2013 di Villa Franciacorta. Un vino stimato dagli intenditori e ideato da Roberta Bianchi, che in località Monticelli Brusati guida l’azienda di famiglia.
Tranquilli: per goderselo, essere intenditori non è necessario.
É un vino che parla da sé.

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