Funghi ripieni

Funghi ripieni

Adoro i funghi. Tutti. I porcini sono sicuramente fra i miei preferiti, ma il primo posto se lo contendono le trombette da morto e i galletti. Noi ci andiamo spesso e volentieri a raccoglierli: Giacomo è un vero esperto e in più ci piace molto camminare nel bosco. Chiaramente questa stagione non lo permette, così quando trovo al supermercato dei Portobello niente male, secondo me più buoni dei classici champignon, non resisto e li prendo. Hanno pochissime calorie (22 kcal per ogni 100 gr) e per la grande presenza di protidi (la lisina ed il triptofano) sono denominati “la carne della foresta”. Per tale motivo possono essere un valido surrogato della carne per chi è vegetariano e vegano.

Ingredienti:

8 Portobello
2 cucchiai di pane grattugiato
1 spicchio d’aglio piccolo
50 gr di Feta
Prezzemolo a volontà
2 Pomodori pelati (se ne può fare a meno: io avevo dei pelati avanzati che non volevo buttare, erano già insaporiti con qualche foglia di salvia e un po di peperoncino)
Pepe e sale q.b
Olio EVO

Prendete i Portobello, lavateli e sbucciateli della pelle più esterna. Metteteli a testa in giu su una teglia ricoperta di carta da forno. Togliete delicatamente i gambi con l’aiuto di un coltello e tagliateli grossolanamente. Lavate il prezzemolo e tritatelo finemente con lo spicchio d’aglio. In una ciotola versate il pane grattugiato, il trito di prezzemolo e aglio, i gambi tagliati, la Feta sbriciolata con le mani, i pomodori tagliati finemente e privi di acqua, un pizzico di sale (fate attenzione a quanto è salata la feta), un po di pepe e due giri d’olio. Mescolate insieme tutti gli ingredienti con una forchetta e farcite i vostri funghi. A questo punto potete infornarli per 30 min. a forno ben caldo. 

Questa è davvero una ricetta super light. Per renderla più gustosa potete aggiungere del parmigiano in superficie con un bel giro d’olio, oppure aggiungere qualche acciuga se amate i sapori più decisi! 

Chips di patate

Chips di patate

Chi ama le patate fritte alzi mano! Fragranti, calde, scrocchierelle, profumate, salate, con la paprika o senza, intinte nel ketchup…    yum! Eccole qua, pronte per voi!

Ingredienti:

Patate
olio di semi di arachide
sale q.b
varie ed eventuali

Per prima cosa lavate e sbucciate le patate. Con l’aiuto di una mandolina tagliate delle rondelle molto fini ed immergetele in acqua freddissima (così si arricceranno) ed asciugatele con un canovaccio pulito. Lasciatele asciugare anche per un paio d’ore. 

Prendete un tegame largo dai bordi alti e versatevi abbondantissimo olio che dovrà essere molto molto caldo (per quelli attrezzati di sondina aspettate di vedere i 160°). Quando l’olio sarà in temperatura versatevi le vostre rondelle di patate e quando avranno raggiunto una buona doratura, toglietele con l’aiuto di una ramina. Lasciatele scolare per bene e adagiatele su un vassoio ricoperto di carta da fritto. Salate e pepate a piacere, aggiungetevi la paprika se vi piace o servite con le salse che più preferite!

Torta Eolo

Torta Eolo

Nella nostra cucina arancione tornano le ricette della tradizione. Questa volta siamo a casa di Giacomo: Eolo era il suo nonno, un uomo che non ho avuto il piacere di conoscere, ma di cui ne ho sempre tanto sentito parlare. Rivive spesso nei racconti di Giacomo e nelle ricette che gli ha insegnato fin dalla più tenera età. Questa è una di quelle torte che ti porta indietro nel tempo, che ti fa tornare bambino e apprezzare la semplicità.

Ingredienti

250 gr di farina
120 gr di zucchero
3 uova
250 gr di panna fresca
1 bustina di lievito per dolci
frutta a piacere

Mescolate tutti gli ingredienti con l’aiuto di un frullino da cucina fino a quando non otterrete un impasto liscio ed omogeneo. Versate in una teglia imburrata, o come ho fatto io, nei pirottini per muffin. A questo punto aggiungete la frutta in superficie, cospargete con un po’ di zucchero ed aggiungete un dadino di burro.
Infornate per 40° minuti a forno già caldo.

Vi porto in Messico…   guacomole!

Vi porto in Messico… guacomole!

Si dice che un diamante è per sempre. Una pietra bellissima che resterà inalterata nel tempo. Un regalo che spesso è Il ricordo tangibile di un momento particolare.
A me piacciono moltissimo, non lo nego, ma il mio diamante preferito si chiama “viaggiare”: tempo speso a visitare luoghi, scoprire persone, vedere colori, respirare profumi. Il ricordo di una forte risata, di una febbre dovuta alla stanchezza, il sapore di un frutto che non rimangerai più uguale, i colori delle spezie o del mare, un quadro visto solo su un libro che dal vivo ti toglie il fiato… non trovo niente di più bello, non trovo niente di più tangibile di un ricordo vissuto nella sua pienezza che una volta tornata a casa ti restituisce il momento.
Il Messico è uno di quei viaggi che sogno da tempo. La storia, il passato che si unisce al presente, i colori che immagino dalle innumerevoli foto che cerco su internet e che qualche amica mi ha fatto vedere, le descrizioni dei piatti che leggo sui libri di Allan Bay…
Questa domenica pomeriggio, tornata a casa dopo le prove, mentre mi bevevo una tisana calda ho iniziato a sfogliare i miei libri di cucina. Dalla lettura di “ Sulle tapas spagnole alla voglia di tacos messicani il passo è stato breve. Per un paio d’ore sono stata nello Yucatàn.

Se volete leggere qualcosa del Messico vi mando su questo blog! 

Il mio itinerario di due settimane in Messico

Guacamole

Per 4 persone
2 avocado maturi e morbidi
2 cipollotti verdi
Una manciata di pomodori datterini
1 lime
1 peperoncino fresco
Un ciuffo di coriandolo o prezzemolo
Sale
Pepe

Mondare i cipollotti, lasciando circa 4 cm. di parte verde, e tagliarli sottilissimi. Tagliare grossolanamente le foglie di coriandolo o prezzemolo, bel lavate ed asciugate. Tagliare a pezzetti i pomodorini, e apremerli leggermente per eliminare l’eccesso di acqua. Estrarre la polpa degli avocado, metterla in una ciotola e condirla con il succo di limone, sale, pepe e peperoncino fresco tritato a piacere. Schiacciare grossolanamente con una forchetta. Aggiungere il resto degli ingredienti, mescolando bene e riporre in frigo almeno per un paio d’ore per lasciare il tempo agli aromi di svilupparsi al massimo.

Jam Pie Pops

Jam Pie Pops

In ogni cultura la farfalla ha ispirato un’incredibile varietà di interpretazioni e significati:
* in Giappone rappresenta la donna giovane e due farfalle che danzano rappresentano la felicità coniugale;
* in Cina rappresenta il giovane innamorato della femmina (rappresentata dal fiore, così come la farfalla va in cerca del fiore);
* in Messico è uno dei simboli del dio della vegetazione Xochipili;
* in Messico è simbolo del fuoco sfavillante collegato col sole;
* in lingua Atzeca è indicata come “papalotl”, assai simile al Latino “papilio”, da cui “papillon” ed è rappresentazione della dea Itzpapalot , lo spirito notturno delle stelle splendenti;
* ancora fra gli Atzechi è rappresentazione delle anime delle donne morte di parto;
* gli Ioruba dell’Africa Occidentale rappresentano nella parte superiore della clava da cerimonia una testa sormontata dalla farfalla;
* quando la bandiera di Giovanna d’Arco, decorata con fiori di iris, garriva al vento, si vedevano volteggiare miriadi di farfalle bianche attorno ad essa (fu questa una delle tante ragioni per cui fu definita strega e mandata al rogo)

Per me la farfalla è simbolo di capacità di trasformarsi e rinnovarsi. È capacità di adattamento e forza nella sua fragilità. È bellezza e libertà.

Detto tutto questo… avevo una gran voglia di pasta sfoglia e di primavera. Volevo fare qualcosa di divertente per casa ed ecco dei lecca lecca con la confettura di more raccolte quest’estate in montagna

Per i mince pie pops servono:

un rotolo di pasta sfoglia
marmellata
degli stampi
degli stecchini

Il procedimento è semplicissimo: stendete il vostro rotolo di pasta sfoglia. Tagliate dei dischetti (o altre forme che preferite), mettete al centro di ogni cerchio la confettura che più vi piace. A questo punto posizionate il bastoncino e sovrapponetevi un secondo cerchio. Con una forchetta chiudete bene i bordi e spennellate con un tuorlo sbattuto con acqua. Infornate a forno già caldo. 

Quiche fa rima con pic-nic

Quiche fa rima con pic-nic

Ora mi farò odiare da una buona metà di voi e forse amare dall’altra metà: qualche anno fa grazie a Real Time sono venuta a conoscenza di una certa Csaba Dalla Zorza. Il programma dal nome “Il mondo di Csaba” voleva mettere in risalto il perfetto mondo di una perfetta moglie, dalle doti culinarie sopraffine, sposata con l’uomo giusto, nella sua super villa. Con il suo programma la Sig.ra Csaba prometteva di insegnare anche l’arte del galateo: da come apparecchiare a come intrattenere gli ospiti, da come chiamare la servitù al momento opportuno a come preparare un elegante picnic con ceramiche, teiere in porcellana, cucchiaini in argento. Io durante queste puntate ho sviluppato un’antipatia tale per questa stilosa signora che diventava divertente vedere che al momento opportuno non le si montava la panna (che dichiarava perfetta) o che le polpette super light sembravano dei mattoncini di plastica. (sorry!).

Tutto questo per raccontarvi che al mio picnic di domenica, non c’erano tovaglie di fiandra, non c’era un cestino bianco ricamato con il pizzo e nemmeno tazze di ceramica. Non eravamo seduti con le gambe di lato, sul prato appena tagliato e curato dal giardiniere. Ma Giacomo ed io eravamo felici, con i jeans ed il maglione, in riva al mare, un po’ infreddoliti e sul telo Decatlon. Penso che Csaba non avrebbe approvato 😂

Dentro una comodissima borsa termica tutto l’occorrente e la nostra buonissima Quiche.

Per fare una quiche per 6 persone

6 carciofi medi
6 uova
una cipolla bianca grande
120 gr. di parmigiano grattugiato
250 gr. di panna
un cucchiaio di prezzemolo tritato
sale e pepe
noce moscata

Preriscaldate il forno a 180°. Pulite i carciofi, facendo attenzione ad eliminare l’eventuale fieno interno, e sbucciare la cipolla. Affettate le verdure più sottilmente possibile, eventualmente con una mandolina. In una ciotola mischiate uova, panna, prezzemolo, parmigiano, sale, pepe e noce moscata. Lasciate indietro un cucchiaio di parmigiano per cospargere la torta. Sistemate in uno strato uniforme le verdure sulla pasta sfoglia già stesa nella teglia. Ricoprire con il composto di uova e cospargete il tutto con il cucchiaio tenuto da parte di parmigiano grattugiato. Infornare sul ripiano più basso del forno per circa un’ora. Servire tiepida.

Focaccia di grano saraceno

Focaccia di grano saraceno

La mia mamma fa una pizza stra-buonissima. Questa è una sfida con la sua!

Inizio la sera prima facendo il poolish:

100 gr di farina 1
100 gr di acqua
0,5 gr di lievito naturale

Il Poolish è un impasto molle e di rapido effetto che va fatto lievitare per almeno 8 ore ad una temperatura costante.
Io lo faccio la sera prima, lo metto in una ciotola chiusa con la pellicola e la lascio nel forno spento con la lucina accesa.

La mattina sono pronta per l’impasto!
Per l’impasto servono:

350 gr di farina di grano saraceno
150 gr di farina 1
20 gr di olio evo
2 gr di sale

Disponete la farina a fontana e versate al centro il lievito sciolto nell’acqua. Amalgamate bene ed aggiungetevi l’olio, il sale ed infine il poolish. Impastate per almeno 15 minuti (se lo fate a mano come me) fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico.
A questo punto mettete il vostro impasto pronto in una ciotola ben unta di olio, coprite nuovamente con la pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio del volume.
Purtroppo non posso darvi tempi certi, perchè dipende da tanti fattori: posso dirvi che solitamente il mio tempo di attesa è di circa 4 ore e mezza.

Ora siete pronti per la fase finale! Foderate le teglie di carta da forno e mettetevi l’impasto. Sarà soffice e sarà facilissimo stenderlo con i polpastrelli in maniera uniforme.Condite la vostra focaccia con il sale e mettetela in forno preriscaldato a 220 C: fate una cottura di 10 minuti prima sul fondo del forno e poi posizionatela a metà altezza per altri 30 minuti circa. 

Buon appetito

♩La nota TKS:
Tagliate in due la focaccia e farcirla con stracchino (o squacquerone per i romagnoli) e speck! Provatela e non ve ne pentirete!

Biscotti. Healthy con cioccolato fondente

Biscotti. Healthy con cioccolato fondente

Fino qualche anno fa per il cioccolato era solo bianco.
Oggi ho totalmente cambiato idea: il cioccolato è solo fondente!
Non so se sapete che quello che chiamiamo cioccolato bianco, non contenendo cacao, non può essere considerato tale e vi dirò anche che è ottenuto miscelando solo burro di cacao, latte (o derivati) e saccarosio. Il cioccolato fondente invece, è fatto con pasta di cacao, burro di cacao, zucchero, vaniglia e a volte lecitina e se volete usarlo in cucina, sappiate che i risultati migliori si ottengono quando si utilizza del cioccolato con un contenuto di cacao del 50%.

Il cioccolato fondente ha benefici, oserei dire, sorprendenti.
1)chi mangia almeno 50 gr di cioccolato fondente nell’arco della settimana ha minori possibilità di soffrire di accidenti cerebrovascolari
2)Aiuta a ridurre il colesterolo cattivo
3)Contiene molta fibra
4)È ricco di flavonoidi, antiossidanti capaci di proteggere la pelle dai raggi UV
5)Aiuta a sollevare il morale

Morale della storia: io sono golosa, ma il cioccolato fondente fa bene!

Ingredienti:

3 banane mature
100 gr di fiocchi d’avena
30 gr di gocce di cioccolato fondente
30 gr di uvetta
30 gr di mandorle
1 pizzico di sale

Sbucciate le banane e schiacciatele bene (io uso uno schiacciapatate).
Unite l’avena, le gocce di cioccolata, l’uvetta ed il pizzico di sale.
A questo punto mischiate e formate delle palline che poi schiaccerete leggermente sulla teglia rivestita con carta da forno.Fate cuocere i biscotti a 180 C (forno preriscaldato) per 10-12 minuti e lasciate raffreddare. Ora cercate di non mangiarli tutti!

Il nostro strudel di mele

Il nostro strudel di mele

Non sempre è necessario spiegare il perchè delle cose. Questo strudel è stata una voglia: voglia di tornare a prima di Natale, voglia di sentire il profumo di cannella, voglia di mele cotte, voglia di noci.

Ingredienti

600 gr di mele sbucciate ed affettate sottili
60 gr di zucchero moscovado
50 gr di gherigli di noci
50 gr di savoiardi grattugiati
20 gr di uva passa
20 di datteri tagliati a pezzetti
20 gr di zucchero semolato per la finitura (non va nella farcia)
20 gr di burro per la finitura (non va nella farcia)
1 gr di sale
Il succo e la scorza grattugiata di mezzo limone
2 cucchiaini rasi di cannella
1 cucchiaio di grappa
1 rotolo di pasta sfoglia

Mescolare tutti gli ingredienti (tranne lo zucchero semolato ed il burro) della farcia e disporli per il lungo sulla pasta sfoglia e coprite il ripieno con i lembi di pasta rimasti liberi.
Spennellate di acqua lo strudel e cospargetelo con lo zucchero semolato. A questo punto praticate dei piccoli tagli con le forbici per tutta la lunghezza del dolce.
Mettete il burro a dadini sulla superficie.
Infornate lo strudel a 200 gradi (preriscaldato) sul ripiano più basso del forno in modalità ventilata.
Trascorsi 15 minuti abbassate la temperatura a 170 e proseguite la cottura per altri 45 minuti.
Eventualmente coprendo il dolce con carta di alluminio se dovesse scurirsi troppo.
Servite tiepido.

🎶  La nota Tangerine per questa ricetta sono i datteri!

Torta di mele: healthy con avena e cacao amaro

Torta di mele: healthy con avena e cacao amaro

Quand’ero piccola non potevo soffrire i cambiamenti. Fossero sciocchi o meno, non facevano per me. Li vedevo in negativo, sempre. Poi con gli anni ho imparato che la maggior parte delle volte in cui mi si richiedeva un cambiamento, quest’ultimo era necessario in vista di un miglioramento o di un benessere sensibile. Oggi associo la parola “cambiamento” alla virtù di chi sa guardarsi dentro e capirsi. Mi sembra equivalga al coraggio della persona di decidere una meta e di raggiungerla. Qualche anno fa anch’io mi ero prefissata un cambiamento: cambiare stile di alimentazione e di vita. Per me, che finirò sicuramente nel girone dei golosi, non è stato facile. L’obiettivo sembra semplice ma vi assicuro che dal mio punto di vista si tratta di impresa assai ardua, contando che meglio di Giacomo (almeno per me) nessuno cucina.

L’input per il cambiamento me lo ha dato Enrico, un nostro carissimo amico, con una situazione di salute non proprio facile. Iniziammo a parlarne il primo giorno dell’anno, dopo aver festeggiato senza ritegno tutta la notte. Il momento del nostro dialogare era di totale controsenso ma mi diede la giusta spinta per dire da “domani vita nuova”. Il mio cambiamento è iniziato con diverse letture, fra le quali, vi consiglio due libri di Franco Berrino: “Il cibo dell’uomo. La via della salute tra conoscenza scientifica e antiche saggezze” e  “La grande via. Alimentazione, movimento, meditazione per una lunga vita felice, sana e creativa”. Quello che ho imparato dalle mie letture è stato questo:
1) la colazione è il pasto fondamentale della giornata e non deve contenere zucchero raffinato ma essere ricco di frutta secca e grassi buoni (olio d’oliva, noci, mandorle)
2) le farine hanno un’incidenza altissima sulla salute. Andrebbe eliminata la farina 00 e riscoperte le farine antiche e poco lavorate
3) è bene aggiungere alla dieta molti cereali eliminando il pane bianco
4) il movimento non è un optional.

Ho seguito queste ed altre indicazioni molto scrupolosamente per quasi cinque anni e posso dire di aver trovato grandi benefici. Chiaramente, ho sempre avuto qualche giorno in cui mi sono data alla pazza gioia e allora via alla pizza, ai fritti, ai dolci elaborati. Negli ultimi mesi, invece, mi sono lasciata andare ed ora ne pago un po’ le conseguenze: sono più stanca, ho le occhiaie più visibili e sono più gonfia. Ma ieri, ho ricominciato. 

Vi voglio postare la ricetta di una torta super salutista. Segue le regole della buona colazione: avena e crusca, niente zuccheri raffinati, la farina non è 00, ci sono grassi buoni come olio extravergine di oliva e le noci. Non posso dirvi che questa torta avrà la stessa dolcezza della Sacher, né la cremosità di un tiramisù, ma posso garantirvi che con una fetta di questa torta avrete le energie per affrontare la mattina al meglio, non avrete i languorini delle 10 che vi rovinano il pranzo e riuscirete a riportare le vostre papille gustative a sapori più semplici.

Voi avete quali fatto cambiamenti importanti avete fatto nella vostra vita?

Torta alle mele di avena, noci e cacao amaro

Ingredienti

100 gr di farina di avena (o fiocchi di avena tritati)
50 gr di crusca di avena
60 gr di farina di grano saraceno
70 gr di noci tritate non troppo finemente
3 mele
3 uova
1 limone
100 gr di miele
60 gr di latte
60 gr di fiocchi di latte
40 gr di olio extra vergine di oliva
30 gr di olio di riso
1/2 bustina di lievito per dolci
sale un pizzico
cannella 3 cucchiai
cacao amaro in polvere 3 cucchiai
eventualmente se avete paura non sia abbastanza dolce potete aggiungere uva passa e due cucchiai rasi di zucchero di canna integrale.

Tritate le noci al mixer.
Tagliate le mele a fettine molto sottili e bagnatele con il succo di mezzo limone per non farle annerire ed aumentarne il gusto.
Passate al mixer i fiocchi di latte con l’aggiunta del latte.
In una ciotola versate la farina di grano saraceno, la farina di avena, la crusca, le noci tritate in precedenza ed il lievito.
In una seconda ciotola versate le uova e sbattetele senza montare. Aggiungere, continuando a mescolare, il miele, il succo del mezzo limone avanzato, il latte unito ai fiocchi di latte, l’olio di riso ed infine l’olio di oliva.
A questo punto potete unire gli ingredienti secchi a quelli liquidi, un poco alla volta.
Rivestite il vostro stampo con la carta da forno, oppure imburratelo ed infarinatelo. Io ho usato uno stampo per plumcake.
Versate metà dell’impasto, sistemate le fettine di mela, e ricoprite con il resto dell’impasto.
Mettete sul piano più basso del forno, preriscaldato a 170° per circa 55 minuti.

Da gustare fredda!

Crema di spinaci con uovo in camicia

Crema di spinaci con uovo in camicia

Vacanze finite. Tornare alle buone abitudine dopo le feste natilizie fa sempre bene.Ecco una ricetta semplice e light.

Ingredienti per 2 persone

500 gr di spinaci
2 uova
parmigiano reggiano
sale e pepe q.b
noce moscata a piacere

In una casseruola capiente mettete due scalogni tagliati a pezzi, due patate piccole sbucciate e affettate sottilissime, tre bicchieri d’acqua ed un pizzico di sale. Incoperchiate e mettete sul fuoco medio per circa 10-12 minuti dall’inizio del bollore,o finché le patate non saranno cotte.
A questo punto inserite 500gr di spinaci e incoperchiate nuovamente, lasciano cuocere il tutto altri 2 minuti.
Passate al mixer o minipimer fino a rendere omogenea la crema, correggendo eventualmente di sale e pepe e regolando la densità aggiungendo eventualmente acqua bollente. Servite in piatti fondi guarnendo la preparazione con un uovo in camicia, qualche scaglia di parmigiano reggiano e un giro d’olivo extra vergine d’oliva.

Pesto genovese. Un classico intramontabile

Pesto genovese. Un classico intramontabile

La ricetta del pesto mi è stata regalata da Erminia, una vera genovese. Fin da quando l’ho conosciuta, Erminia mi ha regalato dei vasetti di pesto da lei decorati con intrecci all’uncinetto: bellissimi fuori e buonissimi dentro! Un giorno, mi sono decisa e le ho chiesto la ricetta.

Gli ingredienti per una dose di pesto alla genovese per condire 200 gr di pasta sono:

60 gr di basilico freschissimo
mezzo bicchiere di Olio extravergine d’oliva (preferibilmente ligure)
6 cucchiai da minestra di Parmigiano Reggiano
2 cucchiai di Pecorino Romano DOP
100 gr di pinoli
aglio (in proporzione variabile da metà spicchio a uno intero, secondo i gusti)
sale grosso q. b.

Ora arriva il dunque. Mortaio o mixer? I veri cultori alla sola lettura della parola M I X E R svengono.
Penso ci siano due buoni motivi per cui il pesto debba esser fatto al mortaio:
1)se sei ligure e tua nonna dovesse imparare che non hai fatto il pesto al mortaio di famiglia, te le suona di santa ragione
2)per pestarlo bruci abbastanza calorie per meritarti la tua dose di pasta

Scherzi a parte, la tradizione ligure vuole un mortaio di marmo ed un pestello in legno che va assolutamente ruotato (e non usato in su e in giù come avrei fatto io!).
La tradizione ligure vuole anche che ci sia una giusta sequenza degli ingredienti: prima si riducono in poltiglia aglio e sale (per questo si usa il sale grosso, perché i suoi grossi granelli aiutino il pestello a disfare l’aglio), poi si aggiungono i pinoli, quindi poco per volta il basilico, in seguito i formaggi ed in ultimo l’olio per creare un’emulsione.
Questo procedimento fa mantenere brillante il colore del pesto, ed inebriante il suo profumo.

Erminia però, mi ha confessato che almeno la metà dei vasetti che mi aveva regalato, era stata fatta con il mixer e vi posso dire che era un pesto fantastico!

Lei, quando usa il mixer, ha l’accortezza di tenere il bicchiere del frullatore e la lama nel frigorifero per un’oretta. Il procedimento in questo caso è velocissimo perché mette tutti gli ingredienti insieme e frulla.

La sfoglia e le tagliatelle di Nonna Dina

La sfoglia e le tagliatelle di Nonna Dina

Una domenica a pranzo dalla nonna, mentre l’aiutavo a preparare, pensavo che niente è più bello e mi far star bene quanto passare il mio tempo insieme a lei. Ho passato tutta l’infanzia e l’adolescenza vedendola praticamente tutti i giorni: indimenticabili i sabato sera in cui dichiaravo ai miei genitori che quella sera “Sarei stata in parenti”. Ciò significava, cenare con i nonni, vedere un film insieme sul divano e poi prima di andare a letto, una camomilla con tanto limone e tantissimo zucchero preparato dal nonno.

Questo non vuole essere un video professionale, ma una finestra sulle cose che mi piacciono, sulle mie radici (romagnole almeno per un quarto!)

Crema pasticcera al caramello

Crema pasticcera al caramello

Eh, lo so! Sono controcorrente al mondo che dice “dall’anno nuovo mi metto in riga”. Però ho pensato che almeno sognare non è proibito ed avere già una ricetta su cui studiare per il primo giorno in cui ci si dimentica di essere a dieta non può farci farci che bene. La ricetta della crema è semplice e non passa mai di moda, versatilissima perchè può essere mangiata da sola senza sembrare un dolce incompleto. Io vi lascio la ricetta di questa crema pasticcera con l’aggiunta del caramello che abbiamo fatto alla vigilia di Natale e replicato per il 31 dicembre. 

Ingredienti per 10 persone (o 8 molto molto golose)

Per la crema

1 litro di latte intero fresco alta qualità
4 tuorli
4 uova intere
180 gr di zucchero semolato
120 gr di farina bianca 00
60 gr di burro
1 bacca di vaniglia
1 pizzico di sale

Per il caramello

150 gr di zucchero semolato
90 gr di acqua

Iniziate mettendo il latte in una pentola dai bordi alti insieme alla bacca di vaniglia incisa per il lungo, su fuoco basso.

Ora potete iniziare anche a preparare il caramello: versate in un pentolino dal fondo spesso prima l’acqua e poi lo zucchero. Mettetelo sul fuoco basso senza mai mescolarlo o muoverlo e aspettate che, bollendo, raggiunga un bel color rosso brunastro. Il colore deve essere bello carico ma attenti a non bruciare il caramello: la temperatura ottimale è di circa 170 gradi.

A questo punto aggiungete il caramello al latte che avrete portato a ebollizione. Attenzione alla schiuma che il caramello provoca a contatto con il latte (per questo motivo vi ricordo che andrà scaldato in una pentola dai bordi molto alti per prevenire fuoriuscite al momento dell’aggiunta del caramello).

Nella pentola in cui cucinerete la crema sbattete uova, tuorli e zucchero aggiungendo in seguito il resto degli ingredienti ad eccezione del burro. Versate su questo composto il latte al caramello bollente e cuocete sul fuoco al minimo mescolando in continuazione con una frusta. Quando la crema si sarà ispessita e prima che raggiunga il bollore, aggiungete il burro e toglietela dal fuoco. Mettete la pentola in un bagnomaria freddo continuando a mescolare con la frusta fino a che la crema si sarà intiepidita. Versatela nelle cocotte individuali per servirla ben fredda, oppure usatela per farcire torte e pasticcini!