Borodin. Perché mi piace

Sapete chi è Borodin? No?
Niente paura! Non è obbligatorio, d’altronde non ha nè Facebook nè Instagram nè tantomeno Twitter.
Borodin, il cui nome per esteso è Aleksandr Porfir’evic Borodin, fu compositore e chimico russo, nato nella prima metà dell’Ottocento.
Io ho conosciuto il Sig. Borodin all’età di sedici anni, quando un’amica violoncellista mi portò in regalo un meraviglioso cd contenete i suoi due quartetti. Fu amore al primo ascolto, me lo cantavo di continuo e il secondo quartetto era diventata la mia colonna sonora.

Come vi dicevo, non fu solo compositore: fu anche un notevole chimico, e questo fatto mi ha sempre affascinata.
Un compositore è qualcuno che mette le note insieme in base a regole (anche matematiche) ben precise; queste note tutte insieme, se ben congegnate in un’architettura solida, creano una magica alchimia sonora che ci fa venire i brividi. Quando, per esempio, ascoltando un pezzo o una canzone non proviamo niente, ma proprio niente, i casi sono due: o il compositore non è stato in grado di realizzare bene la formula magica, o gli esecutori non hanno capito come lanciare l'incantesimo.
Trovo che il Sig. Borodin sia stato incredibilmente bravo a formulare le sue composizioni e sfido chiunque ad ascoltare questo pezzo e a dire che non sia meraviglioso.
La formula di ascolto è questa: mettetevi tranquilli sul divano, possibilmente sorseggiando qualcosa che amate (se non vi piace il té andate su un brandy) e lasciatevi trasportare.

La formula di ascolto è questa: mettetevi tranquilli sul divano, possibilmente sorseggiando qualcosa che amate (se non vi piace il the andate su un brandy) e lasciatevi trasportare.

La storia di questo quartetto (il n. 2 in Re maggiore) è questa: il Sig. Borodin lo compose nel 1881 mentre era ospite di un amico, anch'egli compositore. Lo scrisse dedicandolo alla moglie Ekaterina, come dono per il loro ventesimo anniversario, per rievocare il loro primo incontro nella città di Heidelberg. Che dire...romantico è poco!
Mogli, non pensate sia doveroso chiedere ai propri mariti una composizione così?

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