Polpette in umido – ritornare con le ricette della nonna

Polpette in umido – ritornare con le ricette della nonna

Non si perde mai la voglia di fare le cose che ci piacciono. A volte però ci si lascia trascinare dagli eventi della vita e si dimentica il piacere che avevamo nel farle. 

Il primo gennaio 2018, mi ero augurata tante novità e devo dire che tutti i miei desideri si stanno avverando. Questo 2018 mi porterà decisamente una nuova vita, che ancora non riesco ad immaginare, perchè si riempirà di un nuovo arrivo. 

Torno con una ricetta del cuore, le polpette. Aneddoto –  Quando sapevo che la nonna le faceva andavo a cena da lei, senza consultare nessuno (abitava di fianco a casa, per cui bastava uscire dalla cucina di casa mia, aprire il cancelletto ed entrare nella sua!). La cosa che mi faceva impazzire è che le faceva soprattutto in estate, quando l’orto straripava di zucchine, e utilizzava metà impasto per fare delle normalissime polpette e metà per fare il ripieno delle zucchine a cui toglieva tutta la polpa per poi farcirle belle piene.

Gli ingredienti per circa 18 polpette sono:

300 gr di manzo macinato magro
300 gr di salsiccia
40 gr di parmigiano reggiano
2 uova
3 cucchiai rasi di pan grattato
prezzemolo tritato fine
aglio (se piace, io non lo metto perchè qualcuno – senza far nomi – non lo digerisce)
noce moscata
sale (dipende dalla salsiccia, io non lo ho aggiunto)
pepe

salsa di pomodoro

Il procedimento è facilissimo: 

mettete tutti gli ingredienti nel robot da cucina e cercate di ottenere un composto omogeneo. A questo punto formate delle palline con le mani e schiacciatele leggermente. 

Preparate una casseruola larga, aggiungete la salsa di pomodoro aggiustando di sale e iniziate a fare bollire. La salsa di pomodoro deve essere inizialmente lenta perchè ci servirà per finire di cuocere le polpette! 

Nel frattempo prendete una padella antiaderente, metteteci un giro d’olio e non appena sarà caldo adagiatevi dal primo lato le polpette. Dovranno fare una bella crosticina dorata e poi potrete  girarle dal secondo lato.

Non appena le polpette avranno una bella doratura, toglietele dalla padella ed eventualmente scolatele dall’olio, poi immergetele nella passata di pomodoro. Fate cuocere per altri 20 minuti o fino a che siete sicuri che le polpette saranno ben cotte anche all’interno.

Cupcake delle meraviglie

Cupcake delle meraviglie

Avete voglia di un giro in una cucina americana? Sul blog di Laurel Evans “un’americana in cucina” troverete tutto quello che c’è da sapere sulle tradizioni oltreoceano.
Nel suo blog ho trovato come fare il mio cupcake gigante che ho decorato con una crema al formaggio colorata, ma che è buonissimo anche senza perchè resta molto soffice.
La cosa che più mi ha invogliato a provare la ricetta è stata la velocità che richiede: poco più di 4 minuti.

Lo stampo che ho usato è quello per cupcake giganti trovato su Amazon (santo Amazon) e per questa dose ho usato solo la parte inferiore.

Ingredienti

220 gr di farina 00
120 gr di zucchero
2 uova medie
80 ml di latte
100 gr di yogurt intero
50 ml di olio di semi di arachidi
2 cucchiaini di lievito per dolci
180 gr di cioccolato fondente (potete usare le gocce di cioccolato per comodità)
un pizzico generoso di sale

Iniziate accendendo il forno a 170° ed imburrando bene per poi infarinare lo stampo.

Nella prima ciotola versate tutti gli elementi secchi: la farina, lo zucchero, il lievito.  Nella seconda ciotola invece mescolate (senza sbattere forte) l’olio, il latte, le uova, lo yogurt. A questo punto potete iniziare ad incorporare i liquidi agli ingredienti secchi finchè sono ben amalgamati. Servitevi di un cucchiaio per fare questa operazione, senza complicarvi la vita.

Sminuzzate la cioccolata, infarinatela ed aggiungetela agli altri ingredienti. Non mescolate troppo.

A questo punto versate tutto nello stampo ed infornate a forno statico nella parte più bassa per almeno un’ora. Fate la prova dello stecchino per verificare la cottura esatta e se vedete che il vostro cupcake si sta scurendo troppo, copritelo con un foglio di alluminio. 

Panini rustici della rosticceria palermitana

Panini rustici della rosticceria palermitana

E’arrivato anche quest’anno giugno e questo significa che è arrivata anche la fine dell’anno scolastico. Chi vive con i ragazzi si trova sempre in questo periodo a dover preparare qualcosa da portare alle feste. E questo impasto è davvero perfetto. Preso dalla famosa rosticceria palermitana, può essere utilizzato come base per le pizzette, oppure per calzoni ripieni, rollò, panini rustici. Si possono cuocere al forno o friggere per fare ad esempio i bomboloni. Una volta cotti i vari pezzi si possono congelare e tirare fuori all’occorrenza!

E’ un impasto facile, ma indimenticabile. Morbido, leggermente dolce, versatile e che fa sempre un figurone. 

Per l’impasto

500 gr di farina 00
10 gr di lievito di birra
40 gr di zucchero
2 cucchiai di olio e.v.o.
40 gr di strutto o di burro morbidi
10 gr di sale
250 gr circa di acqua

Per farcire

pomodori pelati
scamorza o mozzarella molto molto ben sgocciolata
origano
sale
olio

Per l’impasto

Mettete in una ciotola l’acqua e sciogliete il lievito. In una terrina a parte mettete la farina setacciata, lo zucchero, lo strutto (o il burro ammorbidito) e l’olio. Con le mani impastate il burro agli ingredienti e iniziate a versarvi un po per volta l’acqua con il lievito sciolto. Quando l’impasto inizia ad incorporarsi aggiungete il sale. A volte è necessario aggiungere un po più di acqua, questo dipende dalla farina utilizzata. 

Infarinate il piano da lavoro e trasferite il composto impastando molto bene per almeno 5 minuti. Otterrete un impasto molto liscio, elastico ed omogeneo. A questo punto siete alla fine della vostra lavorazione. Riprendete la terrina, oliatela molto bene e rimetteteci l’impasto. Coprite con la pellicola trasparente e fate lievitare per 3ore e mezza in un luogo tiepido fino a quando non triplicherà il suo volume iniziale. Per questa operazione io accendo la luce del forno, e metto la terrina nel piano più basso, così l’impasto sarà protetto dagli sbalzi di temperatura o correnti d’aria.

Nel frattempo preparate la farcia.

Prendete una scatola da 500 gr di pelati e lasciateli restringere in una casseruola per una ventina di minuti a fuoco medio. Salateli ed aggiungete a vostro piacimento origano e pepe. Lasciate raffreddare per bene. 

Per i panini rustici

Dividi l’impasto in palline da 50 gr ciascuna, con le mani crea un nido in cui mettere un cucchiaino di pomodoro e la mozzarella e una volta chiusi lasciali lievitare nella teglia ricoperta da carta da forno per altri 20 minuti.

Spennella con un uovo sbattuto leggermente salato e versa sopra i semi di papavero o sesamo o un mix. 

Inforna a 180° a forno molto molto molto ben riscaldato per circa 15 minuti. Quando saranno dorati tira fuori i tuoi panini e mettili sulla grata per raffreddare. 

Noi ci siamo ustionati la lingua pur di assaggiarli subito…

Per fare le pizzette non serve fare lievitare nuovamente il prodotto. Stendete l’impasto con il matterello, fate le vostre formine, condite ed infornate!

Calice di ricotta alla vaniglia con gelatina di Iseldo allo zafferano e pere

Calice di ricotta alla vaniglia con gelatina di Iseldo allo zafferano e pere

A marzo mi contatta Valentina e ci propone di creare una ricetta con un vino di loro produzione “Iseldo Ancestrale”. Non lo conosco e gentilmente, Valentina mi spiega che: “Iseldo è il nostro vino Ancestrale Col Fondo. Iseldo è tradizione, prodotto dalle uve autoctone Garganega e Durella delle colline vulcaniche del favoloso territorio di Gambellara. Iseldo, infine, ha anche una lunga storia da raccontare, portando il nome di chi, dal lontano 1958, prima di tutti noi lo produceva e lo amava. (…) Così, per ricordarlo, abbiamo voluto riproporre il suo vino.
Abbiamo raccolto le uve in cassetta, raffreddate e pigiate sofficemente.
A fine fermentazione, il vino base viene lasciato riposare e maturare sui lieviti fino alla Settimana Santa dell’anno successivo. Solo durante la luna di Pasqua, come tradizione, viene imbottigliato a mano e rigorosamente con il tappo corona, come faceva il Nonno Iseldo. Il tutto seguendo il vecchio metodo ancestrale, ovvero sfruttando il leggero residuo zuccherino della prima fermentazione per sviluppare una leggera pressione in bottiglia.”

La storia mi sembra bellissima fin dalle prime parole e non posso di certo dir di no. 

Il link per tutti i curiosi e appasionati di nuove riscoperte è questo Iseldoancestrale.it

Con Giacomo abbiamo pensato a subito a dei sapori tradizionali e decisi e questo è stato il risultato. Spero piaccia a voi come è piaciuto ad Anna, Giordano e Sergio!

Dosi per 4 persone: 340 gr di ricotta di mucca o pecora, 250 ml di Iseldo, 120 gr di zucchero a velo, 80 gr di zucchero semolato, 6 gr di colla di pesce, una bustina di zafferano o 1 gr di zafferano in pistilli, due pere piccole ben mature.
1) Mettete la ricotta nel mixer assieme allo zucchero a velo ed i semini della bacca di vaniglia. Frullate fino a ottenere una crema fine. In alternativa si può setacciare il composto. Distribuite la crema così ottenuta in quattro calici.
2) Preparate la gelatina mettendo l’Iseldo in un pentolino assieme allo zucchero semolato. Portate a bollore dolcemente, a ed aggiungete la gelatina precedentemente ammollata in acqua fredda. Sciogliete bene la gelatina, e, sempre sul fuoco, aggiungete lo zafferano e le pere tagliate a dadini piccoli
3) Spegnete il fuoco e lasciate intiepidire, poi distribuite le la gelatina sulla crema di ricotta. Mettete in frigo per qualche ora e servite fresco.

Funghi ripieni

Funghi ripieni

Adoro i funghi. Tutti. I porcini sono sicuramente fra i miei preferiti, ma il primo posto se lo contendono le trombette da morto e i galletti. Noi ci andiamo spesso e volentieri a raccoglierli: Giacomo è un vero esperto e in più ci piace molto camminare nel bosco. Chiaramente questa stagione non lo permette, così quando trovo al supermercato dei Portobello niente male, secondo me più buoni dei classici champignon, non resisto e li prendo. Hanno pochissime calorie (22 kcal per ogni 100 gr) e per la grande presenza di protidi (la lisina ed il triptofano) sono denominati “la carne della foresta”. Per tale motivo possono essere un valido surrogato della carne per chi è vegetariano e vegano.

Ingredienti:

8 Portobello
2 cucchiai di pane grattugiato
1 spicchio d’aglio piccolo
50 gr di Feta
Prezzemolo a volontà
2 Pomodori pelati (se ne può fare a meno: io avevo dei pelati avanzati che non volevo buttare, erano già insaporiti con qualche foglia di salvia e un po di peperoncino)
Pepe e sale q.b
Olio EVO

Prendete i Portobello, lavateli e sbucciateli della pelle più esterna. Metteteli a testa in giu su una teglia ricoperta di carta da forno. Togliete delicatamente i gambi con l’aiuto di un coltello e tagliateli grossolanamente. Lavate il prezzemolo e tritatelo finemente con lo spicchio d’aglio. In una ciotola versate il pane grattugiato, il trito di prezzemolo e aglio, i gambi tagliati, la Feta sbriciolata con le mani, i pomodori tagliati finemente e privi di acqua, un pizzico di sale (fate attenzione a quanto è salata la feta), un po di pepe e due giri d’olio. Mescolate insieme tutti gli ingredienti con una forchetta e farcite i vostri funghi. A questo punto potete infornarli per 30 min. a forno ben caldo. 

Questa è davvero una ricetta super light. Per renderla più gustosa potete aggiungere del parmigiano in superficie con un bel giro d’olio, oppure aggiungere qualche acciuga se amate i sapori più decisi! 

Chips di patate

Chips di patate

Chi ama le patate fritte alzi mano! Fragranti, calde, scrocchierelle, profumate, salate, con la paprika o senza, intinte nel ketchup…    yum! Eccole qua, pronte per voi!

Ingredienti:

Patate
olio di semi di arachide
sale q.b
varie ed eventuali

Per prima cosa lavate e sbucciate le patate. Con l’aiuto di una mandolina tagliate delle rondelle molto fini ed immergetele in acqua freddissima (così si arricceranno) ed asciugatele con un canovaccio pulito. Lasciatele asciugare anche per un paio d’ore. 

Prendete un tegame largo dai bordi alti e versatevi abbondantissimo olio che dovrà essere molto molto caldo (per quelli attrezzati di sondina aspettate di vedere i 160°). Quando l’olio sarà in temperatura versatevi le vostre rondelle di patate e quando avranno raggiunto una buona doratura, toglietele con l’aiuto di una ramina. Lasciatele scolare per bene e adagiatele su un vassoio ricoperto di carta da fritto. Salate e pepate a piacere, aggiungetevi la paprika se vi piace o servite con le salse che più preferite!

Torta Eolo

Torta Eolo

Nella nostra cucina arancione tornano le ricette della tradizione. Questa volta siamo a casa di Giacomo: Eolo era il suo nonno, un uomo che non ho avuto il piacere di conoscere, ma di cui ne ho sempre tanto sentito parlare. Rivive spesso nei racconti di Giacomo e nelle ricette che gli ha insegnato fin dalla più tenera età. Questa è una di quelle torte che ti porta indietro nel tempo, che ti fa tornare bambino e apprezzare la semplicità.

Ingredienti

250 gr di farina
120 gr di zucchero
3 uova
250 gr di panna fresca
1 bustina di lievito per dolci
frutta a piacere

Mescolate tutti gli ingredienti con l’aiuto di un frullino da cucina fino a quando non otterrete un impasto liscio ed omogeneo. Versate in una teglia imburrata, o come ho fatto io, nei pirottini per muffin. A questo punto aggiungete la frutta in superficie, cospargete con un po’ di zucchero ed aggiungete un dadino di burro.
Infornate per 40° minuti a forno già caldo.

Vi porto in Messico…   guacomole!

Vi porto in Messico… guacomole!

Si dice che un diamante è per sempre. Una pietra bellissima che resterà inalterata nel tempo. Un regalo che spesso è Il ricordo tangibile di un momento particolare.
A me piacciono moltissimo, non lo nego, ma il mio diamante preferito si chiama “viaggiare”: tempo speso a visitare luoghi, scoprire persone, vedere colori, respirare profumi. Il ricordo di una forte risata, di una febbre dovuta alla stanchezza, il sapore di un frutto che non rimangerai più uguale, i colori delle spezie o del mare, un quadro visto solo su un libro che dal vivo ti toglie il fiato… non trovo niente di più bello, non trovo niente di più tangibile di un ricordo vissuto nella sua pienezza che una volta tornata a casa ti restituisce il momento.
Il Messico è uno di quei viaggi che sogno da tempo. La storia, il passato che si unisce al presente, i colori che immagino dalle innumerevoli foto che cerco su internet e che qualche amica mi ha fatto vedere, le descrizioni dei piatti che leggo sui libri di Allan Bay…
Questa domenica pomeriggio, tornata a casa dopo le prove, mentre mi bevevo una tisana calda ho iniziato a sfogliare i miei libri di cucina. Dalla lettura di “ Sulle tapas spagnole alla voglia di tacos messicani il passo è stato breve. Per un paio d’ore sono stata nello Yucatàn.

Se volete leggere qualcosa del Messico vi mando su questo blog! 

Il mio itinerario di due settimane in Messico

Guacamole

Per 4 persone
2 avocado maturi e morbidi
2 cipollotti verdi
Una manciata di pomodori datterini
1 lime
1 peperoncino fresco
Un ciuffo di coriandolo o prezzemolo
Sale
Pepe

Mondare i cipollotti, lasciando circa 4 cm. di parte verde, e tagliarli sottilissimi. Tagliare grossolanamente le foglie di coriandolo o prezzemolo, bel lavate ed asciugate. Tagliare a pezzetti i pomodorini, e apremerli leggermente per eliminare l’eccesso di acqua. Estrarre la polpa degli avocado, metterla in una ciotola e condirla con il succo di limone, sale, pepe e peperoncino fresco tritato a piacere. Schiacciare grossolanamente con una forchetta. Aggiungere il resto degli ingredienti, mescolando bene e riporre in frigo almeno per un paio d’ore per lasciare il tempo agli aromi di svilupparsi al massimo.

Jam Pie Pops

Jam Pie Pops

In ogni cultura la farfalla ha ispirato un’incredibile varietà di interpretazioni e significati:
* in Giappone rappresenta la donna giovane e due farfalle che danzano rappresentano la felicità coniugale;
* in Cina rappresenta il giovane innamorato della femmina (rappresentata dal fiore, così come la farfalla va in cerca del fiore);
* in Messico è uno dei simboli del dio della vegetazione Xochipili;
* in Messico è simbolo del fuoco sfavillante collegato col sole;
* in lingua Atzeca è indicata come “papalotl”, assai simile al Latino “papilio”, da cui “papillon” ed è rappresentazione della dea Itzpapalot , lo spirito notturno delle stelle splendenti;
* ancora fra gli Atzechi è rappresentazione delle anime delle donne morte di parto;
* gli Ioruba dell’Africa Occidentale rappresentano nella parte superiore della clava da cerimonia una testa sormontata dalla farfalla;
* quando la bandiera di Giovanna d’Arco, decorata con fiori di iris, garriva al vento, si vedevano volteggiare miriadi di farfalle bianche attorno ad essa (fu questa una delle tante ragioni per cui fu definita strega e mandata al rogo)

Per me la farfalla è simbolo di capacità di trasformarsi e rinnovarsi. È capacità di adattamento e forza nella sua fragilità. È bellezza e libertà.

Detto tutto questo… avevo una gran voglia di pasta sfoglia e di primavera. Volevo fare qualcosa di divertente per casa ed ecco dei lecca lecca con la confettura di more raccolte quest’estate in montagna

Per i mince pie pops servono:

un rotolo di pasta sfoglia
marmellata
degli stampi
degli stecchini

Il procedimento è semplicissimo: stendete il vostro rotolo di pasta sfoglia. Tagliate dei dischetti (o altre forme che preferite), mettete al centro di ogni cerchio la confettura che più vi piace. A questo punto posizionate il bastoncino e sovrapponetevi un secondo cerchio. Con una forchetta chiudete bene i bordi e spennellate con un tuorlo sbattuto con acqua. Infornate a forno già caldo. 

Quiche fa rima con pic-nic

Quiche fa rima con pic-nic

Ora mi farò odiare da una buona metà di voi e forse amare dall’altra metà: qualche anno fa grazie a Real Time sono venuta a conoscenza di una certa Csaba Dalla Zorza. Il programma dal nome “Il mondo di Csaba” voleva mettere in risalto il perfetto mondo di una perfetta moglie, dalle doti culinarie sopraffine, sposata con l’uomo giusto, nella sua super villa. Con il suo programma la Sig.ra Csaba prometteva di insegnare anche l’arte del galateo: da come apparecchiare a come intrattenere gli ospiti, da come chiamare la servitù al momento opportuno a come preparare un elegante picnic con ceramiche, teiere in porcellana, cucchiaini in argento. Io durante queste puntate ho sviluppato un’antipatia tale per questa stilosa signora che diventava divertente vedere che al momento opportuno non le si montava la panna (che dichiarava perfetta) o che le polpette super light sembravano dei mattoncini di plastica. (sorry!).

Tutto questo per raccontarvi che al mio picnic di domenica, non c’erano tovaglie di fiandra, non c’era un cestino bianco ricamato con il pizzo e nemmeno tazze di ceramica. Non eravamo seduti con le gambe di lato, sul prato appena tagliato e curato dal giardiniere. Ma Giacomo ed io eravamo felici, con i jeans ed il maglione, in riva al mare, un po’ infreddoliti e sul telo Decatlon. Penso che Csaba non avrebbe approvato 😂

Dentro una comodissima borsa termica tutto l’occorrente e la nostra buonissima Quiche.

Per fare una quiche per 6 persone

6 carciofi medi
6 uova
una cipolla bianca grande
120 gr. di parmigiano grattugiato
250 gr. di panna
un cucchiaio di prezzemolo tritato
sale e pepe
noce moscata

Preriscaldate il forno a 180°. Pulite i carciofi, facendo attenzione ad eliminare l’eventuale fieno interno, e sbucciare la cipolla. Affettate le verdure più sottilmente possibile, eventualmente con una mandolina. In una ciotola mischiate uova, panna, prezzemolo, parmigiano, sale, pepe e noce moscata. Lasciate indietro un cucchiaio di parmigiano per cospargere la torta. Sistemate in uno strato uniforme le verdure sulla pasta sfoglia già stesa nella teglia. Ricoprire con il composto di uova e cospargete il tutto con il cucchiaio tenuto da parte di parmigiano grattugiato. Infornare sul ripiano più basso del forno per circa un’ora. Servire tiepida.

Focaccia di grano saraceno

Focaccia di grano saraceno

La mia mamma fa una pizza stra-buonissima. Questa è una sfida con la sua!

Inizio la sera prima facendo il poolish:

100 gr di farina 1
100 gr di acqua
0,5 gr di lievito naturale

Il Poolish è un impasto molle e di rapido effetto che va fatto lievitare per almeno 8 ore ad una temperatura costante.
Io lo faccio la sera prima, lo metto in una ciotola chiusa con la pellicola e la lascio nel forno spento con la lucina accesa.

La mattina sono pronta per l’impasto!
Per l’impasto servono:

350 gr di farina di grano saraceno
150 gr di farina 1
20 gr di olio evo
2 gr di sale

Disponete la farina a fontana e versate al centro il lievito sciolto nell’acqua. Amalgamate bene ed aggiungetevi l’olio, il sale ed infine il poolish. Impastate per almeno 15 minuti (se lo fate a mano come me) fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico.
A questo punto mettete il vostro impasto pronto in una ciotola ben unta di olio, coprite nuovamente con la pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio del volume.
Purtroppo non posso darvi tempi certi, perchè dipende da tanti fattori: posso dirvi che solitamente il mio tempo di attesa è di circa 4 ore e mezza.

Ora siete pronti per la fase finale! Foderate le teglie di carta da forno e mettetevi l’impasto. Sarà soffice e sarà facilissimo stenderlo con i polpastrelli in maniera uniforme.Condite la vostra focaccia con il sale e mettetela in forno preriscaldato a 220 C: fate una cottura di 10 minuti prima sul fondo del forno e poi posizionatela a metà altezza per altri 30 minuti circa. 

Buon appetito

♩La nota TKS:
Tagliate in due la focaccia e farcirla con stracchino (o squacquerone per i romagnoli) e speck! Provatela e non ve ne pentirete!

Biscotti. Healthy con cioccolato fondente

Biscotti. Healthy con cioccolato fondente

Fino qualche anno fa per il cioccolato era solo bianco.
Oggi ho totalmente cambiato idea: il cioccolato è solo fondente!
Non so se sapete che quello che chiamiamo cioccolato bianco, non contenendo cacao, non può essere considerato tale e vi dirò anche che è ottenuto miscelando solo burro di cacao, latte (o derivati) e saccarosio. Il cioccolato fondente invece, è fatto con pasta di cacao, burro di cacao, zucchero, vaniglia e a volte lecitina e se volete usarlo in cucina, sappiate che i risultati migliori si ottengono quando si utilizza del cioccolato con un contenuto di cacao del 50%.

Il cioccolato fondente ha benefici, oserei dire, sorprendenti.
1)chi mangia almeno 50 gr di cioccolato fondente nell’arco della settimana ha minori possibilità di soffrire di accidenti cerebrovascolari
2)Aiuta a ridurre il colesterolo cattivo
3)Contiene molta fibra
4)È ricco di flavonoidi, antiossidanti capaci di proteggere la pelle dai raggi UV
5)Aiuta a sollevare il morale

Morale della storia: io sono golosa, ma il cioccolato fondente fa bene!

Ingredienti:

3 banane mature
100 gr di fiocchi d’avena
30 gr di gocce di cioccolato fondente
30 gr di uvetta
30 gr di mandorle
1 pizzico di sale

Sbucciate le banane e schiacciatele bene (io uso uno schiacciapatate).
Unite l’avena, le gocce di cioccolata, l’uvetta ed il pizzico di sale.
A questo punto mischiate e formate delle palline che poi schiaccerete leggermente sulla teglia rivestita con carta da forno.Fate cuocere i biscotti a 180 C (forno preriscaldato) per 10-12 minuti e lasciate raffreddare. Ora cercate di non mangiarli tutti!

Il nostro strudel di mele

Il nostro strudel di mele

Non sempre è necessario spiegare il perchè delle cose. Questo strudel è stata una voglia: voglia di tornare a prima di Natale, voglia di sentire il profumo di cannella, voglia di mele cotte, voglia di noci.

Ingredienti

600 gr di mele sbucciate ed affettate sottili
60 gr di zucchero moscovado
50 gr di gherigli di noci
50 gr di savoiardi grattugiati
20 gr di uva passa
20 di datteri tagliati a pezzetti
20 gr di zucchero semolato per la finitura (non va nella farcia)
20 gr di burro per la finitura (non va nella farcia)
1 gr di sale
Il succo e la scorza grattugiata di mezzo limone
2 cucchiaini rasi di cannella
1 cucchiaio di grappa
1 rotolo di pasta sfoglia

Mescolare tutti gli ingredienti (tranne lo zucchero semolato ed il burro) della farcia e disporli per il lungo sulla pasta sfoglia e coprite il ripieno con i lembi di pasta rimasti liberi.
Spennellate di acqua lo strudel e cospargetelo con lo zucchero semolato. A questo punto praticate dei piccoli tagli con le forbici per tutta la lunghezza del dolce.
Mettete il burro a dadini sulla superficie.
Infornate lo strudel a 200 gradi (preriscaldato) sul ripiano più basso del forno in modalità ventilata.
Trascorsi 15 minuti abbassate la temperatura a 170 e proseguite la cottura per altri 45 minuti.
Eventualmente coprendo il dolce con carta di alluminio se dovesse scurirsi troppo.
Servite tiepido.

🎶  La nota Tangerine per questa ricetta sono i datteri!

Torta di mele: healthy con avena e cacao amaro

Torta di mele: healthy con avena e cacao amaro

Quand’ero piccola non potevo soffrire i cambiamenti. Fossero sciocchi o meno, non facevano per me. Li vedevo in negativo, sempre. Poi con gli anni ho imparato che la maggior parte delle volte in cui mi si richiedeva un cambiamento, quest’ultimo era necessario in vista di un miglioramento o di un benessere sensibile. Oggi associo la parola “cambiamento” alla virtù di chi sa guardarsi dentro e capirsi. Mi sembra equivalga al coraggio della persona di decidere una meta e di raggiungerla. Qualche anno fa anch’io mi ero prefissata un cambiamento: cambiare stile di alimentazione e di vita. Per me, che finirò sicuramente nel girone dei golosi, non è stato facile. L’obiettivo sembra semplice ma vi assicuro che dal mio punto di vista si tratta di impresa assai ardua, contando che meglio di Giacomo (almeno per me) nessuno cucina.

L’input per il cambiamento me lo ha dato Enrico, un nostro carissimo amico, con una situazione di salute non proprio facile. Iniziammo a parlarne il primo giorno dell’anno, dopo aver festeggiato senza ritegno tutta la notte. Il momento del nostro dialogare era di totale controsenso ma mi diede la giusta spinta per dire da “domani vita nuova”. Il mio cambiamento è iniziato con diverse letture, fra le quali, vi consiglio due libri di Franco Berrino: “Il cibo dell’uomo. La via della salute tra conoscenza scientifica e antiche saggezze” e  “La grande via. Alimentazione, movimento, meditazione per una lunga vita felice, sana e creativa”. Quello che ho imparato dalle mie letture è stato questo:
1) la colazione è il pasto fondamentale della giornata e non deve contenere zucchero raffinato ma essere ricco di frutta secca e grassi buoni (olio d’oliva, noci, mandorle)
2) le farine hanno un’incidenza altissima sulla salute. Andrebbe eliminata la farina 00 e riscoperte le farine antiche e poco lavorate
3) è bene aggiungere alla dieta molti cereali eliminando il pane bianco
4) il movimento non è un optional.

Ho seguito queste ed altre indicazioni molto scrupolosamente per quasi cinque anni e posso dire di aver trovato grandi benefici. Chiaramente, ho sempre avuto qualche giorno in cui mi sono data alla pazza gioia e allora via alla pizza, ai fritti, ai dolci elaborati. Negli ultimi mesi, invece, mi sono lasciata andare ed ora ne pago un po’ le conseguenze: sono più stanca, ho le occhiaie più visibili e sono più gonfia. Ma ieri, ho ricominciato. 

Vi voglio postare la ricetta di una torta super salutista. Segue le regole della buona colazione: avena e crusca, niente zuccheri raffinati, la farina non è 00, ci sono grassi buoni come olio extravergine di oliva e le noci. Non posso dirvi che questa torta avrà la stessa dolcezza della Sacher, né la cremosità di un tiramisù, ma posso garantirvi che con una fetta di questa torta avrete le energie per affrontare la mattina al meglio, non avrete i languorini delle 10 che vi rovinano il pranzo e riuscirete a riportare le vostre papille gustative a sapori più semplici.

Voi avete quali fatto cambiamenti importanti avete fatto nella vostra vita?

Torta alle mele di avena, noci e cacao amaro

Ingredienti

100 gr di farina di avena (o fiocchi di avena tritati)
50 gr di crusca di avena
60 gr di farina di grano saraceno
70 gr di noci tritate non troppo finemente
3 mele
3 uova
1 limone
100 gr di miele
60 gr di latte
60 gr di fiocchi di latte
40 gr di olio extra vergine di oliva
30 gr di olio di riso
1/2 bustina di lievito per dolci
sale un pizzico
cannella 3 cucchiai
cacao amaro in polvere 3 cucchiai
eventualmente se avete paura non sia abbastanza dolce potete aggiungere uva passa e due cucchiai rasi di zucchero di canna integrale.

Tritate le noci al mixer.
Tagliate le mele a fettine molto sottili e bagnatele con il succo di mezzo limone per non farle annerire ed aumentarne il gusto.
Passate al mixer i fiocchi di latte con l’aggiunta del latte.
In una ciotola versate la farina di grano saraceno, la farina di avena, la crusca, le noci tritate in precedenza ed il lievito.
In una seconda ciotola versate le uova e sbattetele senza montare. Aggiungere, continuando a mescolare, il miele, il succo del mezzo limone avanzato, il latte unito ai fiocchi di latte, l’olio di riso ed infine l’olio di oliva.
A questo punto potete unire gli ingredienti secchi a quelli liquidi, un poco alla volta.
Rivestite il vostro stampo con la carta da forno, oppure imburratelo ed infarinatelo. Io ho usato uno stampo per plumcake.
Versate metà dell’impasto, sistemate le fettine di mela, e ricoprite con il resto dell’impasto.
Mettete sul piano più basso del forno, preriscaldato a 170° per circa 55 minuti.

Da gustare fredda!

Crema di spinaci con uovo in camicia

Crema di spinaci con uovo in camicia

Vacanze finite. Tornare alle buone abitudine dopo le feste natilizie fa sempre bene.Ecco una ricetta semplice e light.

Ingredienti per 2 persone

500 gr di spinaci
2 uova
parmigiano reggiano
sale e pepe q.b
noce moscata a piacere

In una casseruola capiente mettete due scalogni tagliati a pezzi, due patate piccole sbucciate e affettate sottilissime, tre bicchieri d’acqua ed un pizzico di sale. Incoperchiate e mettete sul fuoco medio per circa 10-12 minuti dall’inizio del bollore,o finché le patate non saranno cotte.
A questo punto inserite 500gr di spinaci e incoperchiate nuovamente, lasciano cuocere il tutto altri 2 minuti.
Passate al mixer o minipimer fino a rendere omogenea la crema, correggendo eventualmente di sale e pepe e regolando la densità aggiungendo eventualmente acqua bollente. Servite in piatti fondi guarnendo la preparazione con un uovo in camicia, qualche scaglia di parmigiano reggiano e un giro d’olivo extra vergine d’oliva.