Vi porto in Messico… guacomole!

Foto di: http://artigianatomessicano.blogspot.it/2015/11/

Si dice che un diamante è per sempre. Una pietra bellissima che resterà inalterata nel tempo. Un regalo che spesso è Il ricordo tangibile di un momento particolare.
A me piacciono moltissimo, non lo nego, ma il mio diamante preferito si chiama “viaggiare”: tempo speso a visitare luoghi, scoprire persone, vedere colori, respirare profumi. Il ricordo di una forte risata, di una febbre dovuta alla stanchezza, il sapore di un frutto che non rimangerai più uguale, i colori delle spezie o del mare, un quadro visto solo su un libro che dal vivo ti toglie il fiato… non trovo niente di più bello, non trovo niente di più tangibile di un ricordo vissuto nella sua pienezza che una volta tornata a casa ti restituisce il momento.
Il Messico è uno di quei viaggi che sogno da tempo. La storia, il passato che si unisce al presente, i colori che immagino dalle innumerevoli foto che cerco su internet e che qualche amica mi ha fatto vedere, le descrizioni dei piatti che leggo sui libri di Allan Bay…
Questa domenica pomeriggio, tornata a casa dopo le prove, mentre mi bevevo una tisana calda ho iniziato a sfogliare i miei libri di cucina. Dalla lettura di “ Sulle tapas spagnole alla voglia di tacos messicani il passo è stato breve. Per un paio d’ore sono stata nello Yucatàn.

Se volete leggere qualcosa del Messico vi mando su questo blog!

http://www.viachesiva.it/2015/01/30/il-mio-itinerario-di-due-settimane-in-messico/

Guacamole

Per 4 persone
2 avocado maturi e morbidi
2 cipollotti verdi
Una manciata di pomodori datterini
1 lime
1 peperoncino fresco
Un ciuffo di coriandolo o prezzemolo
Sale
Pepe

Mondare i cipollotti, lasciando circa 4 cm. di parte verde, e tagliarli sottilissimi. Tagliare grossolanamente le foglie di coriandolo o prezzemolo, bel lavate ed asciugate. Tagliare a pezzetti i pomodorini, e apremerli leggermente per eliminare l’eccesso di acqua. Estrarre la polpa degli avocado, metterla in una ciotola e condirla con il succo di limone, sale, pepe e peperoncino fresco tritato a piacere. Schiacciare grossolanamente con una forchetta. Aggiungere il resto degli ingredienti, mescolando bene e riporre in frigo almeno per un paio d’ore per lasciare il tempo agli aromi di svilupparsi al massimo.

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Jam Pie Pops

In ogni cultura la farfalla ha ispirato un’incredibile varietà di interpretazioni e significati:
* in Giappone rappresenta la donna giovane e due farfalle che danzano rappresentano la felicità coniugale;
* in Cina rappresenta il giovane innamorato della femmina (rappresentata dal fiore, così come la farfalla va in cerca del fiore);
* in Messico è uno dei simboli del dio della vegetazione Xochipili;
* in Messico è simbolo del fuoco sfavillante collegato col sole;
* in lingua Atzeca è indicata come “papalotl”, assai simile al Latino “papilio”, da cui “papillon” ed è rappresentazione della dea Itzpapalot , lo spirito notturno delle stelle splendenti;
* ancora fra gli Atzechi è rappresentazione delle anime delle donne morte di parto;
* gli Ioruba dell’Africa Occidentale rappresentano nella parte superiore della clava da cerimonia una testa sormontata dalla farfalla;
* quando la bandiera di Giovanna d’Arco, decorata con fiori di iris, garriva al vento, si vedevano volteggiare miriadi di farfalle bianche attorno ad essa (fu questa una delle tante ragioni per cui fu definita strega e mandata al rogo)

Per me la farfalla è simbolo di capacità di trasformarsi e rinnovarsi. È capacità di adattamento e forza nella sua fragilità. È bellezza e libertà.

Detto tutto questo… avevo una gran voglia di pasta sfoglia e di primavera. Volevo fare qualcosa di divertente per casa ed ecco dei lecca lecca con la confettura di more raccolte quest’estate in montagna

Per i mince pie pops servono:

un rotolo di pasta sfoglia
marmellata
degli stampi
degli stecchini

Il procedimento è semplicissimo: stendete il vostro rotolo di pasta sfoglia. Tagliate dei dischetti (o altre forme che preferite), mettete al centro di ogni cerchio la confettura che più vi piace. A questo punto posizionate il bastoncino e sovrapponetevi un secondo cerchio. Con una forchetta chiudete bene i bordi e spennellate con un tuorlo sbattuto con acqua. Infornate a forno già caldo.



Quiche fa rima con pic-nic

Ora mi farò odiare da una buona metà di voi e forse amare dall’altra metà: qualche anno fa grazie a Real Time sono venuta a conoscenza di una certa Csaba Dalla Zorza. Il programma dal nome “Il mondo di Csaba” voleva mettere in risalto il perfetto mondo di una perfetta moglie, dalle doti culinarie sopraffine, sposata con l’uomo giusto, nella sua super villa. Con il suo programma la Sig.ra Csaba prometteva di insegnare anche l’arte del galateo: da come apparecchiare a come intrattenere gli ospiti, da come chiamare la servitù al momento opportuno a come preparare un elegante picnic con ceramiche, teiere in porcellana, cucchiaini in argento. Io durante queste puntate ho sviluppato un’antipatia tale per questa stilosa signora che diventava divertente vedere che al momento opportuno non le si montava la panna (che dichiarava perfetta) o che le polpette super light sembravano dei mattoncini di plastica. (sorry!).

Tutto questo per raccontarvi che al mio picnic di domenica, non c’erano tovaglie di fiandra, non c’era un cestino bianco ricamato con il pizzo e nemmeno tazze di ceramica. Non eravamo seduti con le gambe di lato, sul prato appena tagliato e curato dal giardiniere. Ma Giacomo ed io eravamo felici, con i jeans ed il maglione, in riva al mare, un po’ infreddoliti e sul telo Decatlon. Penso che Csaba non avrebbe approvato 😂

Dentro una comodissima borsa termica tutto l’occorrente e la nostra buonissima Quiche.

Per fare una quiche per 6 persone

6 carciofi medi
6 uova
una cipolla bianca grande
120 gr. di parmigiano grattugiato
250 gr. di panna
un cucchiaio di prezzemolo tritato
sale e pepe
noce moscata

Preriscaldate il forno a 180°. Pulite i carciofi, facendo attenzione ad eliminare l’eventuale fieno interno, e sbucciare la cipolla. Affettate le verdure più sottilmente possibile, eventualmente con una mandolina. In una ciotola mischiate uova, panna, prezzemolo, parmigiano, sale, pepe e noce moscata. Lasciate indietro un cucchiaio di parmigiano per cospargere la torta. Sistemate in uno strato uniforme le verdure sulla pasta sfoglia già stesa nella teglia. Ricoprire con il composto di uova e cospargete il tutto con il cucchiaio tenuto da parte di parmigiano grattugiato. Infornare sul ripiano più basso del forno per circa un’ora. Servire tiepida.

Focaccia di grano saraceno

La mia mamma fa una pizza stra-buonissima. Questa è una sfida con la sua!

Inizio la sera prima facendo il poolish:

100 gr di farina 1
100 gr di acqua
0,5 gr di lievito naturale

Il Poolish è un impasto molle e di rapido effetto che va fatto lievitare per almeno 8 ore ad una temperatura costante.
Io lo faccio la sera prima, lo metto in una ciotola chiusa con la pellicola e la lascio nel forno spento con la lucina accesa.

La mattina sono pronta per l’impasto!
Per l’impasto servono:

350 gr di farina di grano saraceno
150 gr di farina 1
20 gr di olio evo
2 gr di sale

Disponete la farina a fontana e versate al centro il lievito sciolto nell’acqua. Amalgamate bene ed aggiungetevi l’olio, il sale ed infine il poolish. Impastate per almeno 15 minuti (se lo fate a mano come me) fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico.
A questo punto mettete il vostro impasto pronto in una ciotola ben unta di olio, coprite nuovamente con la pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio del volume.
Purtroppo non posso darvi tempi certi, perchè dipende da tanti fattori: posso dirvi che solitamente il mio tempo di attesa è di circa 4 ore e mezza.

Ora siete pronti per la fase finale! Foderate le teglie di carta da forno e mettetevi l’impasto. Sarà soffice e sarà facilissimo stenderlo con i polpastrelli in maniera uniforme.Condite la vostra focaccia con il sale e mettetela in forno preriscaldato a 220 C: fate una cottura di 10 minuti prima sul fondo del forno e poi posizionatela a metà altezza per altri 30 minuti circa.

Buon appetito

♩La nota TKS:
Tagliate in due la focaccia e farcirla con stracchino (o squacquerone per i romagnoli) e speck! Provatela e non ve ne pentirete!

Biscotti. Healthy con cioccolato fondente

Fino qualche anno fa per il cioccolato era solo bianco.
Oggi ho totalmente cambiato idea: il cioccolato è solo fondente!
Non so se sapete che quello che chiamiamo cioccolato bianco, non contenendo cacao, non può essere considerato tale e vi dirò anche che è ottenuto miscelando solo burro di cacao, latte (o derivati) e saccarosio. Il cioccolato fondente invece, è fatto con pasta di cacao, burro di cacao, zucchero, vaniglia e a volte lecitina e se volete usarlo in cucina, sappiate che i risultati migliori si ottengono quando si utilizza del cioccolato con un contenuto di cacao del 50%.

Il cioccolato fondente ha benefici, oserei dire, sorprendenti.
1)chi mangia almeno 50 gr di cioccolato fondente nell’arco della settimana ha minori possibilità di soffrire di accidenti cerebrovascolari
2)Aiuta a ridurre il colesterolo cattivo
3)Contiene molta fibra
4)È ricco di flavonoidi, antiossidanti capaci di proteggere la pelle dai raggi UV
5)Aiuta a sollevare il morale

Morale della storia: io sono golosa, ma il cioccolato fondente fa bene!

Ingredienti:

3 banane mature
100 gr di fiocchi d’avena
30 gr di gocce di cioccolato fondente
30 gr di uvetta
30 gr di mandorle
1 pizzico di sale

Sbucciate le banane e schiacciatele bene (io uso uno schiacciapatate).
Unite l’avena, le gocce di cioccolata, l’uvetta ed il pizzico di sale.
A questo punto mischiate e formate delle palline che poi schiaccerete leggermente sulla teglia rivestita con carta da forno.Fate cuocere i biscotti a 180 C (forno preriscaldato) per 10-12 minuti e lasciate raffreddare. Ora cercate di non mangiarli tutti!

Il nostro strudel di mele

Non sempre è necessario spiegare il perchè delle cose. Questo strudel è stata una voglia: voglia di tornare a prima di Natale, voglia di sentire il profumo di cannella, voglia di mele cotte, voglia di noci.

Ingredienti

600 gr di mele sbucciate ed affettate sottili
60 gr di zucchero moscovado
50 gr di gherigli di noci
50 gr di savoiardi grattugiati
20 gr di uva passa
20 di datteri tagliati a pezzetti
20 gr di zucchero semolato per la finitura (non va nella farcia)
20 gr di burro per la finitura (non va nella farcia)
1 gr di sale
Il succo e la scorza grattugiata di mezzo limone
2 cucchiaini rasi di cannella
1 cucchiaio di grappa
1 rotolo di pasta sfoglia

Mescolare tutti gli ingredienti (tranne lo zucchero semolato ed il burro) della farcia e disporli per il lungo sulla pasta sfoglia e coprite il ripieno con i lembi di pasta rimasti liberi.
Spennellate di acqua lo strudel e cospargetelo con lo zucchero semolato. A questo punto praticate dei piccoli tagli con le forbici per tutta la lunghezza del dolce.
Mettete il burro a dadini sulla superficie.
Infornate lo strudel a 200 gradi (preriscaldato) sul ripiano più basso del forno in modalità ventilata.
Trascorsi 15 minuti abbassate la temperatura a 170 e proseguite la cottura per altri 45 minuti.
Eventualmente coprendo il dolce con carta di alluminio se dovesse scurirsi troppo.
Servite tiepido.

🎶  La nota Tangerine per questa ricetta sono i datteri!